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La crisi della sinistra

Il dibattito politico all’ordine del giorno sui media nazionali, oltre all’unanime tiro a segno sull’attuale Governo, qualunque movimento e qualunque scelta egli faccia, riguarda la crisi numerica della sinistra in termini di sondaggi elettorali e di conseguente lotta al suo interno fra una dirigenza sempre più divisa e litigiosa. Questo delle masse e dei ceti sociali meno abbienti che girano le spalle a quelli che dovrebbero essere, in teoria, i loro legittimi rappresentanti e portavoce viene presentato come un mistero inspiegabile, continuando a fare un’associazione di idee assolutamente illegittima fra gli interessi di quelli che un tempo venivano chiamati “lavoratori” e i movimenti politici della Sinistra.

Se questa identificazione poteva avere una sua apparente legittimità fino all’epoca precedente al crollo del Muro di Berlino, con tutto ciò che questo evento ha rappresentato dal punto di vista simbolico prima ancora che storico — quando il Partito Comunista e quello Socialista riuscivano a mobilitare masse enormi in manifestazioni di piazza centrate su rivendicazioni riguardanti il miglioramento economico e i diritti sindacali dei lavoratori, fermandosi dunque alla “pancia” del proprio elettorato —, in seguito al riposizionamento ideologico degli eredi politici di quei partiti, usciti impolverati ma non schiacciati dalle macerie del Muro, questi hanno sostituito le vecchie rivendicazioni, tutto sommato sensate e comprensibili da un punto di vista materiale, con la promozione di nuovi diritti quali quelli degli omosessuali: facendo dunque scendere ulteriormente più in basso il “centro” rivendicativo.
In fondo la crisi della sinistra e dei comunisti consiste tutta in una lieve modifica semantica. Quando in quei cortei e in quelle manifestazioni si riferivano al “compagno” che sfilava al loro fianco o dietro di loro, stavano parlando di qualcuno di cui si fidavano ciecamente e che sarebbe stato disposto a rischiare la pelle per difenderli. Quando oggi i comunisti presentano “il mio compagno”, stanno parlando di qualcuno che glielo mette nel culo!  
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