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Ombre escatologiche

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Ombre escatologiche

Ombre escatologiche

I destini dell’uomo e del cosmo si compiono all’intersecarsi dell’asse (il “perno”) orizzontale con quello verticale, della cronaca e del divenire con l’influenza, determinante e decisiva, dell’eterno e dell’immutabile. Pertanto, per avere un quadro chiaro e completo degli avvenimenti che stanno interessando il nostro tempo, non ci si può fermare alla cronaca e alle notizie giornalistiche, falsate e manomesse, intente a fornire una versione di parte, utile più che all’informazione alla propaganda: principale arma dei conflitti moderni, e ancor più dannosa delle bombe stesse.

Per compiere un passo in avanti e cercare una più completa spiegazione di quanto sta accadendo in Medio Oriente, può allora essere utile guardare quegli avvenimenti da un diverso punto di vista, provando a sganciarsi dalla semplice orizzontalità per accedere ad una prospettiva più elevata e profonda, in cui a contare non sono le macchinazioni i complotti e gli intrighi di omuncoli, apparentemente protagonisti, ma, piuttosto, le influenze e i disegni dell’Alto, a cui tutti devono, prima o poi, rendere conto.

Per tutta una serie di motivi, nell’Occidente cristiano, ma non solo, si è attribuito il nome di “Terra santa” al territorio che coincide con la Palestina, e, di conseguenza, alla città santa per eccellenza: Gerusalemme o El Quds. La cui centralità geografica e spirituale fra il Gange e le Colonne d’Ercole è attestata per tutto il Medioevo; come a volerla collocare fra la tradizione indù, rappresentante l’eredità più diretta della Tradizione primordiale, e la tradizione islamica, forma ultima dell’ortodossia tradizionale. E non va dimenticato che ogni Terra santa indica e svolge il ruolo, sia letteralmente che simbolicamente, di Centro del Mondo per una particolare epoca in cui è attestata una presenza reale ed effettiva del divino, e quindi della Tradizione. Ai cui custodi vengono assegnati compiti e ranghi, sia materiali che spirituali, che trascendono le singole individualità e predispongono al cammino verso Dio e la pienezza realizzativa.

Per il popolo d’Israele il centro spirituale, all’inizio, non fu un luogo fisso, trattandosi di un popolo nomade (di cui sarebbe interessante analizzare le implicazioni sovversive che questo stato di nomadismo può comportare, se preso nel suo aspetto simbolico negativo, simile a quello degli zingari); fino alla costruzione del Tempio edificato da Salomone; nel cui cuore trovò la sua collocazione il Santo dei Santi, a garanzia della sua dipendenza dalla Tradizione primordiale; prevedendo i vari centri spirituali di ogni singola forma un’analoga costituzione, essendo altrettante immagini del vero ed unico Centro del Mondo, di cui assumono, come ci ricorda Guénon, «gli attributi partecipando alla sua natura mediante una comunicazione diretta, nella quale risiede l’ortodossia tradizionale».

Va comunque detto che il simbolismo della “Terra santa” ha un significato se riferito al Centro supremo e un altro se riferito a un centro subordinato, alla Tradizione primordiale o ad una determinata forma tradizionale particolare. Da un lato si hanno i detentori della Conoscenza, il cui compito è conservarla e trasmetterla, dall’altro coloro che vi partecipano, al proprio livello e, anche, con le proprie limitazioni e possibilità degenerative. Ora, avendo cessato da tempo di esistere materialmente il Tempio di Salomone (Dante ricorda nel Purgatorio l’assedio romano del 70 d. C. con questi versi: «Ecco/la gente che perde’ Ierusalemme,/quando Maria nel figlio diè di becco!», essendo la fame giunta a tanto, che una donna di nome Maria divorò il suo figlioletto; quasi un’immagine invertita di un’altra Maria e di un altro Figlio!), presso il popolo ebraico sembrerebbe essere subentrato una sorta di “strabismo religioso”, per cui si è continuato a guardare alle rovine e alla forma della rappresentazione (alla sua immagine visibile), trascurando il rappresentato (la realtà immutabile e nascosta del Centro supremo). Il Tempio distrutto piuttosto che quello riedificato in tre giorni da Cristo.

Questo sembra aver determinato uno scadere progressivo della tradizione ebraica in una vera e propria superstizione, codificata nel Talmud, in cui tutti gli elementi vengono ridotti al formalismo farisaico, all’esclusiva dimensione umana e all’arroganza individualistica. Avendo rifiutato Cristo come Messia – al quale al momento della nascita sia le più alte gerarchie celesti (gli Angeli) sia i rappresentanti del Centro supremo (i Magi) resero omaggio e riconoscimento – gli Ebrei hanno vista interrotta, di fatto, la continuità tradizionale; lasciando supporre, numerosi elementi, ad una vera e propria inversione della stessa, fino a cessare di costituire una rappresentazione vivente ed effettiva della Tradizione primordiale.

Sebbene la loro sopravvivenza «attraverso tutte le vicissitudini storiche indicano manifestamente che avevano ancora un ruolo da svolgere (quale che sia il suo carattere) nel mondo dopo l’avvento del Cristianesimo», come ci ricorda Guénon; che poi aggiunge: «Qui [in Egitto] anche l’ultimo degli ignoranti sa che [il Mahdi] dev’essere di razza araba e discendente del Profeta; e poi il Mahdi non dev’essere affatto un “nuovo profeta”, e considerarlo come tale è un’enorme eresia». Ed è noto che l’Anticristo («L’uomo d’iniquità, il figlio di perdizione, colui che s’innalza su tutto ciò che è chiamato Dio o che è oggetto di culto, fino a sedersi nel Tempio di Dio egli stesso, dichiarando se stesso Dio») dovrà assumere, in maniera invertita, le caratteristiche di Colui che scimmiotterà, a cominciare dal luogo di nascita e dal popolo d’appartenenza; contro il quale proprio il Mahdi sosterrà la battaglia finale, in quanto espressione del «sigillo della profezia».

E già Pico della Mirandola invitava a reagire e difendersi «contro quella pietra che gli Ebrei hanno per cuore»; aggiungendo che «Il Messia ha portato la pace agli uomini, ma non a tutti… E giustamente avviene che chi è salvezza per i buoni sia rovina per i malvagi». Il risultato di questa “chiusura” è stato – non solo per gli Ebrei ma per l’Occidente che da essi si è fatto plasmare – il venir meno di una “Terra santa” a cui guardare, essendo stato smarrito il cammino che vi conduce e risultando interrotte tutte le comunicazioni.

Del resto, manipolare il passato secondo il proprio tornaconto e progettare il futuro secondo i propri desideri, instabili e mutevoli, è un chiaro segno di rifiuto della presenza divina e del piano provvidenziale, dell’eterno presente in quanto superamento di ogni dualità; coerente col rifiuto di Cristo che, in quanto alfa e omega, li ha smascherati all’inizio e tornerà a giudicarli alla fine. Questa “mancanza”, ovviamente, ha fatto sì che ancora oggi come allora essi si schierino e si associno col Barabba di turno, accompagnandosi e solidarizzando con assassini e banditi travestiti da statisti e governanti.

Il regime sionista che si è impadronito della Palestina persegue fin dall’inizio un suo disegno coloniale che, dopo aver spazzato via ogni presenza “estranea” attraverso l’annientamento e la distruzione degli ingombranti vicini (non ancora asserviti), punta alla sacrilega (perché dettata da mere esigenze umane) ricostruzione del Tempio di Gerusalemme – profanazione finale e delitto radicale –, illudendosi così di poter piegare Dio al suo desiderio di dominio. Per poi passare – è solo questione di tempo! – all’attacco di quelli che considera i peggiori nemici in quanto negatori della sua pretesa egemonica e presunta elezione: Roma e il Cristianesimo, a cominciare dalla Chiesa cattolica.

Per raggiungere l’obiettivo Israele, in virtù del potere del denaro detenuto in massima parte dai suoi consanguinei, punta sul sostegno cieco e autolesionista del Golem statunitense, appositamente “impastato”. E siccome ogni amministrazione USA considera prioritari gli eventi a breve scadenza, quello che succederà domani, i problemi immediati, viene naturale chiedersi chi o che cosa garantisce l’uniformità di fondo che è alla base della politica americana? Chi gli fa svolgere l’attuale ruolo di promotore di un disegno criminale a lunga scadenza? Chi detta la linea e formula gli indirizzi di una chiara costante ed evidente continuità ed uniformità di visione e di azione antitradizionale?

Se i fondamentalismi rappresentano uno dei peggiori mali dell’epoca attuale, essendo intrinsecamente antitradizionali in quanto morbo e degenerazione delle religioni ortodosse, fra questi va inserito a pieno titolo lo stesso sionismo, il quale si trova in solidale compagnia col wahabismo islamista e il protestantesimo o puritanesimo cristiano: tutte confessioni settarie che hanno la pretesa di ricondurre Dio ai desiderata degli uomini. Le cui violenze e stragi sono il marchio caratteristico, l’impronta malefica che mostra in tutta evidenza la lontananza dal sacro e dal divino; aprendosi essi, non a caso, a forme estreme di moralismo e superstizione.

E gli stessi cambiamenti subentrati nel modo di condurre le guerre ne sono la conferma, essendo passati dalla direzione del Cielo, dal consenso e dal sostegno degli dei alle lotte degli uomini, ai vigliacchi attacchi aerei, al malefico accanimento di esseri senza onore sugli inermi della Terra, in un evidente capovolgimento del verticale con l’orizzontale. Del resto, come ci ricorda Guénon, «al declino di una civiltà, è il lato inferiore della sua tradizione che persiste più a lungo, il lato “magico” in particolare, che contribuisce d’altronde, con le deviazioni alle quali dà luogo, a completare la sua rovina».

Non deve quindi sorprendere se in epoche di decadenza come quella attuale gli uomini trovano soddisfacimento in pratiche che li portano a sviluppare e manifestare, in modo incontrollato e pervasivo, gli aspetti e le possibilità meno elevati e più oscuri del loro essere. Ed è proprio da simili comportamenti che è possibile ricavare gli elementi di satanismo e di inversione che caratterizzano l’attuale fase ciclica, dove sono resi accettabili perfino le peggiori violenze e i più ripugnanti abusi sui bambini, i safari a pagamento in zone di guerra con bersagli umani, gli uomini che gettano in pasto a sconosciuti le immagini intime delle proprie mogli, o le giovani ragazza che si vendono sul web: in una sinistra spirale di vizi e perversioni, solo ed esclusivamente moderni. Quasi a preparare l’atmosfera e l’ambiente in cui muoverà i suoi passi (difettosi) il più illuso di tutti gli esseri.

 

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