

La propaganda che il sistema economico-finanziario di stampo globalista ci propina a dosi massicce, con un’uniformità di vedute garantite dall’enorme apparato propagandistico a sua disposizione, si fonda sul presupposto che, riversando un’enorme mole di notizie uniformate, si riesca a soffocare la percezione critica e la logica del buon senso, provocando un generalizzato annichilimento mentale. Nei loro forum e convegni internazionali (a porte chiuse per i non addetti), una casta di personaggi non rappresentativi di alcuna area politica, ma rigidamente obbedienti a direttive elaborate altrove, decidono, in nome delle loro idee visionarie, il destino dell’umanità; imponendo a governi imbelli e sottomessi, attraverso artificiali istituzioni burocratiche come la UE, decreti sovranazionali che costringano ad accettare le risoluzioni predeterminate, volte a ribaltare ogni precedente valore affermatosi nei secoli.
Al fine di non far sorgere nell’interlocutore il dubbio che si stia tentando di manipolare la sua capacità cognitiva, il percorso della trappola preparata non è ermeticamente chiuso, difatti, per avvalorare la finzione di democrazia, parallelamente ad esso si lasciano circolare notizie e interviste discordanti, ovviamente ben controllate, e, se allarmanti, subito smentite dall’ultima catena dell’informazione prodotta dal sistema, i fat cheker, parìa della comunicazione, concentrati solo a fabbricare smentite, ricorrendo ad affermazioni che mescolano piccole dosi di verità con interpretazioni fuorvianti e palesemente mendaci.
Ci si potrebbe allora chiedere quali motivazioni spingerebbero un individuo ad aderire a questa visione proposta, sospendendo la logica, anche di fronte a macroscopiche e grossolane incongruenze, o se la sua sia una scelta di opportunismo pragmatico, in cui l’influenza dei media sia solo un pretesto per esprimere le sue debolezze.
Probabilmente intervengono entrambi i fattori, visto che la ricerca da parte dell’uomo di una motivata adesione al suo mondo di fatua apparenza, necessita di un racconto ufficiale che possa rispecchiarne le principali caratteristiche, cioè superficialità e colta ignoranza. Adesione che lo porta a sminuire e ridicolizzare le notizie discordanti, per non rischiare di essere esposto al fastidio di sviluppare un proprio pensiero autonomo; essendo meno impegnativo continuare ad ingurgitare i veleni quotidiani che ci propinano, garantendosi la tranquillità sociale, con la confortante compagnia di una maggioranza ovina che lo approva e condivide, insieme alla quale si sente protetto.
Ma siamo poi certi che una simile “sicurezza” sia veramente fondata e priva di indesiderati effetti collaterali?
BarCa