

I balletti e le manifestazioni organizzate nel nostro Paese dalle varie opposizioni, che secondo l’etimologia della parola hanno come unico obiettivo quello di opporre un rifiuto a qualsiasi norma o decreto governativo, senza peraltro essere capaci di proporre un valido provvedimento sostitutivo, sono ormai ridicole esposizioni mediatiche che possono incantare solo gli assidui seguaci dei notiziari trasmessi dalle reti uniformate o la sparuta minoranza che si ostina a leggere quotidiani impregnati di falsità.
Dall’altro lato, la maggioranza di cosiddetta “destra” non è interessata a mantenere una vigilanza attiva sulle esigenze del Paese, con provvedimenti atti a imporre uno stop alle derive di genere, all’immigrazione selvaggia, alle gravidanze surrogate, al massiccio traffico di droga; temi sui quali le “sinistre”, un tempo paladine dell’emancipazione sociale e difensori del proletariato, addobbano ormai i loro cavalli di battaglia. Destre e Sinistre, oramai di fatto, procedono incuranti del malessere sociale e della crescente disoccupazione: una pentola sotto pressione che in casi disperati finisce col fornire manovalanza ad ogni tipo di criminalità.
La recente approvazione del decreto sul 12° pacchetto di fornitura bellica all’Ucraina, con 192 voti a favore e 41 contrari, ha visto la maggioranza di governo a braccetto con il PD e IV, recalcitranti a parole ma allineati nei fatti, surclassare una simulata opposizione di pentastellati e accoliti marginali – i bambini perduti dell’isola che non c’è – insignificante e puramente strumentale, di fronte ad una maggioranza granitica; votazione che continua a tenere in piedi la nostra traballante democrazia e ne mostra il volto fintamente libertario, dove la protesta “finta” sarebbe “garantita”.
Questi risultati, non sarà mai ripetuto abbastanza, dovrebbero far riflettere quanti credono ancora nella democrazia rappresentativa di partiti che proclamano agli ingenui tematiche tutto sommato condivisibili, che però una volta eletti sconfessano spudoratamente, limitandosi ad attuare direttive decise altrove, non importa quanto antipopolari e antinazionali, pur di garantirsi la conservazione del prezioso seggio.
Ma tali risultati dovrebbero essere un monito anche per quanti si illudono di cavalcare un’opposizione reale, presentandosi agli appuntamenti elettorali come gruppi di alternanza al sistema, che anche da questa loro complice scelta continua ad essere legittimato, senza per altro intaccarne il muro portante, né la guida di una classe dirigente corrotta e succube di ben altri circuiti di potere.
Forse costoro, rimanendo all’esterno – finché sarà loro consentito – e garantendo una corretta informazione, potrebbero continuare a svolgere un ruolo importante nella divulgazione dei fatti reali, facendo da argine alle menzogne rovesciate quotidianamente dalla disinformazione di regime, e magari orientare e fornire una sana in-formazione a quanti, per sensibilità, condividono determinati valori e sono alla disperata ricerca di una Fede che li unisca in un ipotetico movimento, impegnato a difendere l’essere umano da chi vuole manipolarlo e sottometterlo definitivamente. Ma è comunque lecito dubitare, fino a prova contraria, della loro capacità coerenza e tenuta, alla distanza.
BarCa