

Si può offendere Cristo, si può bestemmiare la Madonna, senza incorrere neanche in un ammonimento da parte delle autorità ecclesiastiche, si può censurare sulla rete il Presidente della nazione più potente al mondo, si può istigare all’assassinio di un altro potente Presidente, si può mentire ai minori, cercando di indurli a considerare la sessualità una scelta di coscienza e non la prova di un atteggiamento interiore; si possono esprimere in rete o sui dibattiti una “pluralità” di opinioni, purché conducano tutte nella stessa direzione, cioè di una deriva esistenziale e morale dell’umanità, anticamera del suo prossimo asservimento.
Esiste però una parola che non si deve pronunciare, senza “usurpare” il diritto e l’eccezionalità che spettano ad una sola popolazione, e se questo avviene, suscita pronte voci di indignazione e rimostranze da parte di coloro che la ritengono un’offesa alle vittime (le proprie vittime!).
Ma con ciò non intendiamo criminalizzare un intero popolo, la cui maggioranza è senza dubbio incolpevole e avversa agli eventi in corso, e subisce le farneticanti decisioni dei suoi direttivi, bensì sollecitare i vari rappresentanti di stato affinché recepiscano quanto sia improprio parlare di guerra in Medio Oriente, quando assistiamo attoniti ad un esercito modernissimo che aggredisce un popolo allo stremo, disarmato e isolato dal resto del mondo; uno stato che fin dalle sue origini ha mostrato verso i propri vicini la propensione a sopraffare e opprimere, agendo allo stesso modo dei persecutori per i quali ha sempre richiesto la vendetta e la condanna, mai il perdono.
Sollecitiamo piuttosto le maggiori autorità governative a voler prendere la distanza dai dirigenti e capi militari di tale Stato e dai metodi terroristici da loro adottati, e in nome del rispetto dei valori umani e dei popoli che rappresentano, a condividere con il rapper Ghali, che ha avuto il coraggio di pronunciarle di fronte al pubblico di Sanremo, tre semplici parole: Stop al Genocidio.
Anche se siamo sicuri che solo nel momento in cui arriverà d’oltreoceano il “contrordine compagni” (e “camerati”) – facendo leggere in diretta televisiva alla valletta Mara Venier una nuova risoluzione strategica – tutti i maggiordomi si adegueranno, precipitandosi ad “abbassare le corna”, di cui sicuramente non difettano.