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Jan Kath: la reinterpretazione della tradizione | Contemporary Carpets


Conoscere il cielo

«Strano come la gente conosca poco il cielo. Esso è la parte del creato in cui la natura ha espresso meglio che altrove il suo evidente proposito di ricreare l’uomo, di parlare al suo spirito, di educarlo. Ed è appunto la parte educativa che conosciamo meno. Qualunque persona, dovunque situata e comunque lontana da ogni altra fonte di attrazione o di bellezza, ha questo almeno in qualsiasi momento: il cielo.

I più nobili miracoli della terra possono essere visti e conosciuti da pochi, né uno è destinato a vivere in mezzo a essi continuamente; cesserebbe di sentirli se li avesse sempre davanti agli occhi. Ma il cielo è per tutti, il cielo è eminentemente adatto in tutte le sue funzioni a confortare ed esaltare i cuori, a blandirli e liberarli dalle loro impurità.

Talvolta dolce, talaltra capriccioso e anche triste, non mai identico per due momenti consecutivi, sempre umano nelle sue passioni, sempre spirituale nella sua tenerezza, sempre divino nella sua infinità e grandezza. Il suo appello a quanto è in noi immortale è così evidente, come è essenziale il suo ufficio di castigare o ferire quanto vi è di mortale.»

John Ruskin