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Il dizionario di Miguel Serrano

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Non nascondiamo di avere a lungo esitato nel preparare questa recensione, a causa di qualche inevitabile riserva che l’autore oggetto del presente volume ci ha da sempre suscitato e che esporremo più avanti. A differenza del curatore di questo “dizionario” che, come in altre apprezzabili prove in passato recensite su questo sito, mostra notevoli capacità e conoscenze nell’esporre e maneggiare, in maniera sintetica ma esauriente e con la necessaria lucidità, simboli e temi attinenti alla dottrina tradizionale. 

La scelta di presentare l’opera di Serrano sotto forma di dizionario offre l’occasione al curatore di fissare alcuni concetti essenziali della cultura tradizionale, con l’aggiunta discreta e prudentemente dosata di brevi citazioni tratte dalle opere di Serrano, in cui il termine descritto trova riscontro. Ecco dunque scorrerci davanti tutta una serie di voci, abituali e ricorrenti nelle esposizioni e nei testi tradizionali, il cui significato autentico smentisce e contrasta le parole d’ordine venute ad affermarsi nella moderna cultura materialista. Dalla definizione dell’alchimia («L’opus alchemico è una lotta, una ricerca che implica fatica e sofferenza, oltre che uno sforzo incessante contro gli ostacoli dell’ambiente circostante e della propria interiorità»), all’Yggdrasil, l’Albero Sacro della tradizione scandinava e germanica, «immagine del cosmo l’Albero è una manifestazione divina, una teofania, così come un simbolo della vita, nonché “centro del mondo”, di tutti i mondi, loro sostegno e asse portante»; in rigorosa successione alfabetica, vengono proposti termini e simboli fondamentali della cultura tradizionale.

Ripercorrere l’intero elenco approntato da Giorgetti sarebbe impossibile, nell’economia di queste brevi note, per cui si rimanda alla lettura del testo, ottimamente approntato dall’editrice fiorentina Passaggio al Bosco, assicurando il lettore che in queste pagine potrà trovare illuminanti esposizioni riguardo a concetti dal profondo significato, non solo simbolico ma anche storico in senso lato. Come, per esempio, quando si ripercorre la storia del continente americano, un po’ sulla scia delle ricerche fatte a suo tempo dal professore argentino Jacques de Mahieu, investigatore delle presenze di elementi europei (vichinghe in particolare) e della geografia segreta dell’America precolombiana, dove la presunta “scoperta” di Colombo («longa manus di un capitalismo mercantile») va a segnare un passaggio fondamentale nel processo di decadenza ciclica della presente umanità. Oppure quando si parla, con voluta apparente contraddizione, di una “vittoria ottenuta tramite la sconfitta”, derivante dalla speculare ed evidente sconfitta dei presunti vincitori del secondo conflitto mondiale, nel momento in cui bisogna riconoscere che «Mentre le bandiere dei vincitori sono scolorite e ingrigite dall’inquinamento e dalla polvere e mentre i monumenti si intristiscono nell’indifferenza frenetica delle città, solo l’Idea sopravvive, immutabile, intangibile, lontana ma sempre presente, pronta a mostrarsi viva e a ispirare tutti coloro che vorranno udire la sua voce».

Meno convincenti sono invece alcuni aspetti dell’opera di Serrano, cui accennavamo all’inizio, che fanno capolino dalle citazioni inserite in questo dizionario. Come per esempio la “fuorviante” interpretazione di stampo junghiano delle realtà più elevate, dove «lo psicologismo considera come esistenti il mondo sotterraneo e la superficie della terra, ignorando ogni realtà di tipo celeste (come un albero con sole radici e tronco, senza rami e senza uccelli alla sua sommità)», come giustamente nota il curatore del testo, spesso impegnato nell’eroica impresa di mitigare certe evidenti enormità del “sistema serraniano”. Oppure all’esagerato ruolo da “Ultimo Avatara” assegnato ad Adolf Hitler, dove la sua figura storica viene caricata di significati cosmici e provvidenziali, del tutto in linea con le fantasiose interpretazioni di un “nazismo esoterico”, che tanti danni sono riuscite a provocare, contemporaneamente, al nazismo e all’esoterismo stesso. Fino alla singolare idea del Demiurgo sviluppata da Serrano (vittima di una visione dualistica e di una eccessiva riduzione al “troppo umano”, a cui soggiace l’esistenza individuale), quale promotore delle forze oscure avverse alle potenze luminose del mondo Iperboreo, complicata dall’aggiunta di una componente polemica di tipo razziale. Non possono infine essere ignorati alcuni riferimenti (positivi!) alle scienze moderne, col conseguente affacciarsi, fra le righe, di dischi volanti ed extraterrestri, per non dire della reincarnazione; segno evidente di una malcelata sudditanza del nostro nei confronti degli pseudo miti propri della visione moderna e antitradizionale della realtà.

Ma tutto questo nasce, in fondo, dal fatto che il sistema sviluppato da Serrano risulta essere… “originale”. Il che non rappresenta affatto un merito! Infatti, essere originali ad ogni costo, come ci insegna Guénon, comporta inevitabilmente il sacrificare la verità, poiché la verità non può mai essere originale, dovendo essa semplicemente essere riconosciuta. E se l’originalità può essere capita – ma comunque non giustificata – nelle creazioni artistiche e nei parti della fantasia in genere, essa non può intervenire nell’esposizione di fatti, principi e idee senza la contemporanea perdita di credito e autorità. E sempre Guénon ci ricorda che un’«idea vera non può esser “nuova” poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, ma esiste indipendentemente da noi e a noi vale semplicemente di conoscerla. Fuor da tale conoscenza, non può esservi che l’errore». Anche se nell’esposizione dei dati tradizionali la componente individuale può intervenire marginalmente per quanto riguarda lo stile e l’espressione personale, questa non può mai intaccare le basi e le fondamenta di una realtà che rimane comunque sovraindividuale e non umana, la cui trattazione richiede la più rigorosa impersonalità. Impersonalità che può derivare ed essere pienamente garantita solo dalla “autorizzazione” a trattare determinati argomenti concessa da una organizzazione tradizionale ortodossa, e dall’intuizione intellettuale che può derivare dal lavoro interiore praticato all’interno di una simile realtà.   


Renzo Giorgetti, Il dizionario di Miguel Serrano, Passaggio al Bosco, Firenze 2019.
 

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