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La storia della stretta di mano - Il Post

La stretta di mano


Abbiamo già avuto modo di prevedere che stringersi la mano diventerà a breve un gesto rivoluzionario e un segno di riconoscimento fra i “cospiratori” del futuro, cioè tutti coloro che sfrontatamente si oppongono al nuovo galateo sanitario. Del resto, il particolare accanimento attualmente esercitato contro ogni tipo di contatto umano — fra cui la stretta di mano rappresenta l’esempio più antico e il più universale di tutti — travalica qualunque sensata motivazione igienicosanitaria, mostrandosi per quello che è: un provvedimento dispotico e vessatorio destinato ad ottenere risultati del tutto diversi da quelli indicati. Ai governanti (i “perfetti e inutili buffoni” cantati da Battiato, lautamente remunerati per svolgere l’infimo ruolo di servili passacarte), evidentemente “qualcuno” ha ordinato di adottare queste demenziali parodie di saluto che si stanno cercando di imporre — con grandi spiegamenti di mezzi e ricorrendo a noti testimonial, al fine di renderle normali e farle pedissequamente adottare dall’intera popolazione — senza la necessità di alcuna spiegazione; visto lo scarsissimo acume mentale e la totale mancanza di un pur minimo pensiero critico e di qualunque visione d’insieme della massa di codardi, su cui ha buon gioco la campagna terroristica dei mezzi d’informazione.

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Cure e rimedi PDF Stampa E-mail

Risultato immagini per tangentopoli e sanità

Viaggio al termine della Sanità

La genesi e la distruzione del servizio sanitario nazionale (VI)

Mettendo in rete la sesta puntata di questa inchiesta, dobbiamo una spiegazione ai nostri lettori sull’irreperibilità nel nostro sito della precedente “quinta puntata”, che  è stata immediatamente rimossa, con conseguente deindicizzazione dei motori di ricerca, in seguito alla diffida pervenutaci da parte dei legali di un noto politico citato nell'articolo. Di fatto, nella sua lettera di diffida, il legale smonta punto per punto le accuse lanciate nell’articolo del nostro collaboratore, il quale sconosceva totalmente le varie sentenze assolutorie citate riguardo ai singoli episodi; avendo egli fondamentalmente tratto le notizie riportate nell’articolo da una vecchia interrogazione parlamentare del Presidente dell’Adusbef del 2015.  Per cui ci vediamo costretti ad apportare — a differenza della natura che, come si sa, non fa mai salti! — un’interruzione nella nostra inchiesta giornalistica, saltando a piè pari dalla quarta… alla sesta puntata. 


* * *

Il crollo del Muro

Il 9 novembre 1989, la caduta del Muro di Berlino che proclamava il crollo del comunismo e la “rinascita” di un’Europa aperta, fu per i club mondialisti, il segnale convenuto che avrebbe demolito dalle fondamenta le istituzioni al potere dal dopoguerra. 

Mentre ovunque si salutavano con entusiasmo le picconate dei berlinesi, l’alta finanza si adoperò rapidamente e senza clamore per il cambio della guardia nei governi europei. Affinché le future amministrazioni cedessero la loro sovranità ad un organismo sovranazionale, successivamente noto come Unione Europea (UE), il 7 febbraio 1992 fu sottoscritto il Trattato di Maastricht.

In Italia, fu reclutata la mafia per eliminare gli ultimi fedeli servitori dello Stato - stragi del 1992: Capaci il 23 maggio, e Via D’Amelio il 19 luglio - mentre la svolta politica fu indirettamente consentita da un pool di magistrati (1), che travolse a livello giudiziario DC e PSI, ovvero la classe dirigente ancorata ad una concezione nazionalista, ma coinvolta in un intreccio di corruzioni e partitocrazia; il vuoto politico fu occupato da una nuova casta, poco sovrana e molto europeista, quindi funzionale all’Europa dei banchieri che affermava l’egemonia sugli Stati nazionali.

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Gli dei vagabondi. In cammino dal vulcano alle stelle.


Gli dei vagabondi

In cammino dal Vulcano alle Stelle

Questo scritto di Massimo Presti — dato alle stampe grazie al coraggio dell’editore, indifferente al facile guadagno e alle clamorose tirature — è presentato sotto forma di diario intimo ed esistenziale, e lo si potrebbe tranquillamente definire la cronaca di un tentativo di redenzione celata dietro il mascheramento letterario. Un doloroso percorso alla ricerca del riscatto e della liberazione (fosse pure solo salvezza o scampo!), sicuramente tentato, ma il cui esito finale non si può comunque dare per scontato. Ne vogliamo qui parlare, anche perché esso ci offre la possibilità di passare dal particolare al generale, rientrando a pieno titolo questo testo fra le innumerevoli testimonianze di tentativi, più o meno riusciti, di evasione dalla oramai generalizzata condizione di totale indifferenza e chiusura verso tutto ciò che ha a che fare con il sacro.

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«L'ayatollah Draghi per molti è santità, abbocchi sempre all'amo».

(Revisione a cura di R. Giorgetti)

 
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