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Frattini: Ministro degli Esteri dell'Italia o di Israele?

Nella riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue del 12 febbraio scorso, il Ministro Frattini ha dichiarato: "Niente guerra a Iran, ma sanzioni serie, perchè dobbiamo tranquillizzare Israele".
Sempre lo scorso 23 Febbraio, il portavoce del ministro degli Esteri iraniano, Mehman-Parast osserva: "Le nostre attività nucleari si svolgono sotto la sorveglianza degli ispettori internazionali e servono a rispondere ai nostri bisogni interni. L'Italia mostra di essere sotto l'influenza di altri Paesi, quando insiste su sanzioni più dure contro l'Iran". C'è da chiedersi se Frattini abbia a cuore gli interessi dell'Italia o di Israele, dato che il volume degli affari dell'Italia con l'Iran  è di circa cinque miliardi di euro l'anno.

 

 
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UOMINI E NO

 

Antonio Di Pietro, poliziotto magistrato o politico secondo l’occorrenza, ha di recente rivelato che nel 1992, durante lo svolgimento delle inchieste giudiziarie che lo videro inquisitore della cosiddetta “tangentopoli” ed in prossimità degli attentati terroristici che costarono la vita ai giudici siciliani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, venne avvisato da non meglio precisati ambienti istituzionali di essere anch’egli nel mirino degli attentatori. Per metterlo al sicuro, venne mandato per un certo periodo, lui e la sua famiglia, in Costa Rica, in attesa che le condizioni generali mutassero ed il pericolo venisse meno.

Il fatto che il medesimo trattamento non sia stato riservato a Paolo Borsellino, il quale attraversò da autentico bersaglio designato i pochi giorni che gli restarono da vivere all’indomani dell’attentato di Capaci costato la vita a Giovanni Falcone, la dice lunga sulle coperture e protezioni che vennero garantite ad uno degli artefici e beneficiari del golpe avvenuto in Italia, sotto il vessillo di “mani pulite”. Gli uomini che rappresentavano un pericolo per il potere oscuro costituito dal connubio fra grande criminalità e servizi segreti, vennero fatti a pezzi; il servo fedele e funzionale al disegno che puntava al definitivo asservimento del Paese ad interessi extranazionali, venne lautamente ricompensato, assurgendo addirittura ai vertici della politica e ricoprendo anche il ruolo di ministro.  

 
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