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Legittimazione della bestialità



Le recenti affermazioni della Moretti a proposito della necessità di occultare i simboli religiosi nei cimiteri per non urtare la sensibilità dei non credenti, se esistesse ancora un minimo di buon senso, susciterebbero a tutte le persone “normali” solo disprezzo e vomito sul PD e i suoi satelliti, ossia tutta la feccia raccolta sotto le insegne di "SEL", "più Europa", “Liberi e Uguali”; che trovano coerentemente la loro guida ripugnante in Emma Bonino, capostipite di tutte le battaglie anticristiane, dall’aborto al divorzio passando per la legalizzazione delle droghe e il sostegno agli LGBT: non a caso sempre a capo di un qualche incarico di governo anche se non eletta.

Questa notizia è uscita quasi in contemporanea all'articolo di Blondet del 29 aprile sulla Dittatura totale delle libertà, dove viene riferito che il Comune di Madrid ha condannato il vescovado di Alcalà a 45.000 euro di multa per aver offerto sostegno psicologico ai deviati omosessuali in crisi di cambiamento o ai cultori di porno e pedofilia; questo malgrado il sostegno sia stato espressamente e liberamente richiesto dagli individui predetti. Il loro sostegno è visto come un incitamento alla discriminazione sull’identità sessuale. La Spagna socialista sa difendere le sue libertà e lo dimostra anche la portavoce della sindaca di Barcellona che non si fa scrupolo di urinare in mezzo alla strada; manifestazione di estrema libertà, quasi una “performance artistica”. 

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Quante storie!

La campagna lanciata dal quotidiano Repubblica titolata “La storia è un bene comune”, per protestare contro la riduzione delle ore dedicate allo studio della storia nei programmi scolastici e l’eliminazione della traccia di storia dall’esame di maturità, ha raccolto l’adesione dei soliti noti pensatori sinistri, ma non solo. La gran parte di costoro, essendo in flagrante conflitto d’interesse, non sono per niente credibili quando si stracciano le vesti per difendere la funzione educativa dello studio della storia, attribuendo alla materia con la quale essi sbarcano il lunario le caratteristiche di una scienza positiva. È invece abbondantemente dimostrato che la storia, essendo scritta dai vincitori di turno, è la descrizione meno fedele possibile della realtà, prevalendo in essa le tendenze e le modalità della visione del mondo propria di coloro che la scrivono. E l’iniziativa mostra già tutta la sua doppiezza e parzialità nelle parole iniziali del documento programmatico, quando si afferma che: «La storia è un bene comune. La sua conoscenza è un principio di democrazia e di uguaglianza tra i cittadini. È un sapere critico non uniforme, non omogeneo, che rifiuta il conformismo e vive nel dialogo. Lo storico ha le proprie idee politiche ma deve sottoporle alle prove dei documenti e del dibattito, confrontandole con le idee altrui e impegnandosi nella loro diffusione».

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Tempo fatale


La recente pubblicazione di una raccolta di scritti di Guido De Giorgio (G. De Giorgio, Tradizione e realizzazione spirituale, CinabroEdizioni, Roma, Dicembre 2018), che ripropone i testi di questo Autore risalenti al periodo della sua più intensa collaborazione con Julius Evola (oltre a tre scritti inediti ricavati dalle sue carte in nostro possesso), andando ad integrare e completare la precedente raccolta Prospettive della Tradizione, permette di leggere qui riuniti tutti gli articoli scritti da De Giorgio con un intento “militante” — non avendo «un fine speculativo ma pratico»,  come scriveva Dante a Cangrande a proposito della sua Commedia —, utili a chiarire alcuni aspetti fondamentale della visione tradizionale della vita. L’occasione è importante in quanto permette di vedere messi a disposizione scritti altrimenti consultabili frammentariamente su vecchie riviste e singole pubblicazioni giacenti in biblioteche pubbliche o private.

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La guerra del Tempio

Escatologia e storia del conflitto mediorientale

 


Gianluca Marletta, autore di già pregevoli saggi sul volto “perverso” della modernità e sul simbolismo tradizionale, con la presente opera si addentra in un campo alquanto infido e controverso, facendo luce su avvenimenti apparentemente dal carattere storico ma dal significato epocale che riguardano l’intera umanità, al di là della loro collocazione geografica in una porzione ristretta e, tutto sommato, limitata del mondo come quella mediorientale. Infatti, ciò che sta maturando nei territori che videro l’affermazione della discendenza abramitica e la nascita del cristianesimo va ben oltre gli scontri geopolitici, le occupazioni colonialistiche e il diritto internazionale, portando a compimento determinati processi escatologici che trovano il loro autentico significato al di fuori del divenire storico, in un’ottica ciclica dagli esiti universali.

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Heliodromos

n. 25-26
Equinozio d'Autunno -
Solstizio d'Inverno 2014
La distribuzione della rivista
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Torna sugli scaffali "Indirizzi per l'azione tradizionale", raccolta di scritti di Gaetano Alì, in una nuova edizione ampliata per i tipi di "Cinabro Edizioni".
 
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