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Telematica e Mondo Moderno - VI parte PDF Stampa E-mail


 
 dalla moneta “reale” alla moneta unicA
 

Nascita della moneta
Ci chiediamo se, in fondo, era davvero utile e indispensabile la sostituzione del denaro contante con la Moneta Elettronica con la quale dare vita alla cashless society. La moneta non è sempre stata un mezzo di ricchezza, né, alle sue origini, è stata gestita dalle banche quale strumento di usura.Nella storia antica la moneta fece la prima apparizione a partire da una certa fase discendente, che precede il ciclo attuale, quando l’affievolirsi della spiritualità presso i popoli antichi e il contemporaneo progredire degli scambi rese obsoleto e poco pratico il baratto. (1) Ma da questa “innovazione”, prima di arrivare alla funzione attuale del denaro, e all’importanza che gli viene attribuita, esiste ancora un abisso. Inizialmente veniva coniata nei Templi, già nell’India dei Veda (2) e poiché l’oro proveniva prevalentemente da offerte votive, veniva «considerato come simbolo della saggezza solare divina» (3). Gli inventori della moneta rotonda, quale è pervenuta fino ai nostri giorni, furono comunque i Lidi (4), una popolazione dell’Asia Minore, ricordata generalmente per l’ultimo dei suoi re, il leggendario Creso.Dal periodo alessandrino (5) compare l’effigie del sovrano sulle monete, tanto per garantirne l’autenticità quanto per sottolinearne la dipendenza dall’Imperatore, simboleggiando ancora la superiorità dell’ordine divino rispetto al piano materiale. L’apparizione della moneta quale è pervenuta a noi, presenta una singolare coincidenza con quei mutamenti profondi che si manifestano attorno al VI secolo a.C., periodo a partire dal quale la storiografia ufficiale riconosce “valore di oggettività” storico, e che viene comunemente considerato l’inizio della cosiddetta «civiltà classica, la sola alla quale i moderni riconoscano il carattere storico, tutto quel che esistette prima essendo tanto poco conosciuto da poter venir considerato come leggendario».(6)

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In balia degli sguatteri

Quasi due secoli fa, Søren Kierkegaard sosteneva che «i giornali sono il sofisma più funesto che sia mai apparso», perché si rendeva conto che da lì a poco avrebbero concesso l’altoparlante del mondo a chi lo meritava meno. Diceva che era come se in una nave ci fosse un solo megafono e del quale si sarebbe impossessato il mozzo di cucina. Col risultato che tutti gli “altissimi pensieri” dello sguattero si udirebbero per tutta la nave, mentre il povero capitano griderebbe inutilmente, pur avendo cose molto più importanti da comunicare. In fine, lo stesso capitano dovrebbe mendicare allo sguattero di trasmettere le sue istruzioni, anche se queste sarebbero trasmesse distorte per la stupidità del mozzo. Finché il mozzo di cucina non s’impossesserebbe della stessa direzione della nave.

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Rovescio della santità

Nell’intuizione del grande artista è talvolta possibile trovare descrizioni e definizioni poco manifeste o del tutto sconosciute della realtà, altrimenti destinate a rimanere nell’ombra. In queste pagine dello scrittore americano Herman Melville, ricavate da un suo romanzo breve (Billy Budd, gabbiere di parrocchetto), viene tratteggiato un “carattere” particolare, che farebbe invidia a Teofrasto, in cui è possibile cogliere i tratti malefici e sinistri che possiamo tranquillamente associare ad un ipotetico agente della contro tradizione. Medesime ci appaiono le “qualificazioni” da cui sgorgano naturalmente «livida ira, invidia e disperazione», tipiche di colui che, vivendo nelle Tenebre, inutilmente si avventa contro la Luce.
In quest’opera dell’autore di
Moby Dick, ambientata nell’anno 1797 (data tragica per l’irruzione scatenata sulle scene della storia dello Spirito del Tempo!), a bordo di una nave da guerra inglese, si narra la triste vicenda del protagonista la cui purezza d’animo e la cui solarità saranno oggetto di odio e risentimento da parte del personaggio descritto nelle righe che seguono.
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Telematica e Mondo Moderno - V parte PDF Stampa E-mail


 

Carte intelligenti e stupidità ricorrente

 

Smart card alla conquista delle nazioni

 

Non è possibile intuire il lato oscuro della telematica se ci si ferma all’analisi, anche se minuziosa, del codice a barre, perché questo è soltanto il punto di partenza. Il codice, una volta acquisito dallo scanner e trasferito al terminale sul quale strisciamo la nostra carta elettronica, trasferisce tutti i dati sensibili relativi all’acquisto, permettendo anche l’identificazione dell’acquirente.

Questa è la più grande rivoluzione del denaro, considerato che, dalle prime card dotate di banda magnetica, alle ultime smart card, fornite di chip, è stato rivoluzionato il sistema di pagamento, e si è sostituita la ricchezza reale, fondata sul possesso di carta-moneta, con una valuta elettronica, gestita da un’intelligenza artificiale (IA). Il primo passo di questa trasformazione ha origini lontane, e ne rimandiamo l’approfondimento al prossimo articolo. È tempo dunque di analizzare da vicino l’invenzione di queste carte plastificate e la loro rapida diffusione nell’arco di appena un trentennio.

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Equinozio d'Autunno -
Solstizio d'Inverno 2014
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