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Predicare e razzolare


In un recente numero del magazine del Corriere della Sera “7”, Lilli Gruber, sollecitata da un lettore che gli chiedeva un commento sulla legge approvata dal parlamento polacco che prevede fino a tre anni di carcere per chi parla di campi di sterminio polacchi, col divieto di attribuire ogni responsabilità del Paese nello sterminio degli ebrei (legge pensata, come si sa, per evitare che il popolo polacco sia costretto a pagare da qui all’eternità gli “alimenti” a tutti i discendenti futuri degli ospiti di quei campi), rispondeva che «prescrivere per diktat governativi una verità storica è un pessimo servizio alla democrazia. Quando si analizza la storia contemporanea i fatti dovrebbero sempre essere esaminati con grande rigore scientifico. (…) Proibire per legge di discutere apertamente questi aspetti del recente passato polacco, è una pericolosa manipolazione delle emozioni pubbliche».

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I buoni governanti


«(…) oggi la maggior parte delle Città è retta da uomini che si azzuffano per delle ombre e sono in perpetua rivolta per il potere, come se fosse un gran bene. Ma in verità le cose stanno in tal modo: lo Stato che è amministrato meglio di ogni altro, è senz’altro quello in cui detiene il potere chi meno lo desidera; viceversa, lo Stato che è retto peggio sarebbe quello che ha uomini di governo di natura opposta a questa. 

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La vendetta degli elementi: assaggi di apocalisse

Virgilio attribuisce ad Augusto la restaurazione dell’età dell’oro (“Per lui risorgerà quel secol d’oro,/quel del vecchio Saturno antico regno/che fe’ ‘l Lazio sì bello e ‘l mondo tutto.”), pronosticando per il suo regno le condizioni paradisiache descritte nella IV Egloga dal vaticinio cumano, dove la terra verrà sciolta da paure e preoccupazioni che sembravano inevitabili e verrà finalmente stabilita la pace nel mondo. Una terra che, senza bisogno di essere coltivata, darà spontaneamente frutti e fiori odorosi, spariranno i serpenti e le erbe velenose, i campi saranno colmi di bionde spighe, l’uva penderà rosseggiando da incolti roveti, le rigide querce stilleranno brinoso miele, non sarà più necessario il navigare e lo scambio di merci perché ogni parte della terra avrà quel che necessita, il suolo non dovrà subire i rastrelli e le vigne la falce, i tori saranno lasciati liberi dal giogo, le lane non saranno macchiate da finti colori poiché l’ariete e gli agnelli si tingeranno da soli di porpora di giallo e di rosso scarlatto. Ed è lo stesso Evola a ricordarci nel suo Rivolta contro il mondo moderno, a proposito dei sovrani delle epoche passate, che: «O per la loro semplice presenza, o per la loro mediazione “pontificale”, per la forza dei riti resi efficaci dal loro potere e delle istituzioni di cui essi costituivano il centro, influenze spirituali si irradiavano nel mondo degli uomini innestandosi ai loro pensieri, alle loro intenzioni, ai loro atti; facendo da diga alle forze oscure della natura inferiore; ordinando la vita complessiva tanto da renderla atta a servire da base virtuale per realizzazioni di luce; propiziando condizioni generali di prosperità, di “salute” e di “fortuna”».

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I malvagi comandano per la viltà dei loro sudditi

Mentre il mondo precipita sempre più in balia del dominio antiumano, che ha segnato col suo sinistro marchio ogni porzione della realtà attuale, non sarà certo la passiva rassegnazione che potrà mobilitare quei pochi ancora in grado di leggere fra le righe per contrastare il perverso disegno in via di realizzazione, né tanto meno l’adagiarsi sull’ineluttabilità ciclica che ci narrano tutti i testi tradizionali. Rimane sempre valido — oggi più che mai, quando le tenebre sembrano invadere ogni dove — l’indicazione dell’autore del testo qui proposto: «Non v’è un Dio che combatta per coloro che non sono in armi!». L’appartenenza al mondo della Tradizione va dimostrata coi fatti e mettendo in gioco se stessi e, se necessario, anche la propria incolumità fisica; altrimenti non si sarà altro che degli illusi e delle inconsapevoli pedine, funzionali al grande gioco attualmente in corso.

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n. 25-26
Equinozio d'Autunno -
Solstizio d'Inverno 2014
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