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La moda dell’Utopia

 

Questo scritto di Ezra Pound, tratto da Oro e lavoro (Tipografia Moderna, Rapallo, 1944), è la miglior dimostrazione che “l’economia dei poeti” è sempre e comunque da preferirsi a qualunque “poesia degli economisti”! Il racconto di Pound ci indica una via, molto meno utopistica e irreale di quanto potrebbe sembrare a prima vista, che non andrebbe sottovalutata da quanti non vogliono opporsi solo a parole alla demonìa dell’economia e alle perversità del mondo moderno.

Il dieci settembre scorso passai lungo la Via Salaria oltre Fara Sabina e dopo un certo tempo entrai nella repubblica dell’Utopia, un paese placido giacente fuori dalla geografia presente. (1) Trovando gli abitanti piuttosto allegri, io domandai la causa della loro serenità e mi fu risposto che essa era dovuta alle loro leggi e al sistema d’istruzione ricevuta fin dai primi anni di scuola.

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Contributi dottrinari PDF Stampa E-mail

In continuità con precedenti pubblicazioni sul nostro sito di scritti “dal rigoroso contenuto tradizionale” ripresi dalla rivista Lettera e Spirito, la cui unitarietà e il comune filo conduttore non saranno sfuggiti ai lettori più attenti, proponiamo questo nuovo testo di Albano Martín De La Scala ripreso dal numero 41 di Lettera e Spirito. Per quanto riguarda l’opportunità dei riferimenti in esso contenuti alla Massoneria, rimandiamo alla nostra introduzione al testo Alcune considerazioni sulla fretta di Bruno Montolio, a suo tempo proposto in Heliodromos.it.

Una scienza utile o erudizione?

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Riflessioni PDF Stampa E-mail

Vecchie e nuove schiavitù

 

Il fisico musulmano Al-Khāzinī, vissuto nel XII secolo e autore de Il libro della bilancia del sapere, maestro incontrastato di questo fondamentale strumento di misurazione, fu in origine uno schiavo greco. Così come probabilmente uno schiavo era stato il poeta latino Fedro; e sicuramente figlio di un liberto fu il poeta Orazio, uno dei principali cantori, insieme a Virgilio, della grandezza di Roma. Ma è tutto il mondo antico che ci presenta figure di grandi uomini passati attraverso la condizione servile e ascesi ai più alti vertici dell’arte, della politica e della carriera militare. E tanto vale non come un’attenuazione e un addolcimento della divisione in caste delle società tradizionali, quanto come riconoscimento di una dignità e di una possibilità di riscatto presente anche nella più misera condizione sociale del mondo antico. Ferme restando le divisioni gerarchiche che vedevano al vertice dello Stato i rappresentanti dell’autorità spirituale, seguiti dall’aristocrazia guerriera, dai produttori e i mercanti, per chiudere con i lavoratori e la plebe, nelle società tradizionali, venendo garantito “a ognuno il suo”, si assicuravano a tutti condizioni di vita e margini di libertà interiore, schiavi compresi, al cui confronto l’odierno benessere materiale e la società dei consumi riescono solo a costruire prigioni insopportabili: qualunque accrescimento economico e materiale non valendo la pena di fronte ad una menomazione essenziale della propria interiorità.

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Intervento PDF Stampa E-mail

Evola: una consegna per i tempi ultimi

Sabato 12 novembre 2016 il Centro Studi Internazionale Dimore della Sapienza ha organizzato a Brescia un incontro sull’attualità di Julius Evola, con interventi di Claudio Mutti, di Paolo Rada e di Enzo Iurato per conto di Heliodromos. Proponiamo, qui di seguito, la traccia dell’intervento del nostro collaboratore. 

Quando ci si accosta all’Opera di Julius Evola, non si può fare a meno di constatare un processo di crescita, centramento, chiarificazione, che ha nel corso degli anni interessato i suoi contenuti, facendo intravvedere un vero e proprio percorso “evolutivo” che ha portato Evola alle posizioni finali e definitive, ancorate alle terre ferme della Tradizione. A differenza di René Guénon, che a quelle “terre ferme” è appartenuto fin dall’inizio e col quale il confronto è inevitabile per tutta una serie di motivi, Evola ha infatti attraversato fasi diverse che lo hanno condotto dalle personalissime posizioni artistiche e filosofiche giovanili all’impersonalità tradizionale della sua maturità. Pur non rinnegando nulla, egli, infatti, ha riconosciuto che quello che dei suoi scritti andava salvato e conservato dipendeva dalla maggiore o minore aderenza ai principi tradizionali, già magistralmente esposti da René Guénon.

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Heliodromos

n. 25-26
Equinozio d'Autunno -
Solstizio d'Inverno 2014
La distribuzione della rivista
è affidata a RAIDO

(per info: libreria@raido.it)
 NOVITÀ 
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