|
|
|
Il n’y a pas des grandes hommes… Ormai l’abbiamo capito: per farsi un’idea indipendente ed autonoma su personaggi ed istituzioni internazionali, di cui si hanno scarse informazioni e poche conoscenze dirette, basta prendere i commenti ed i giudizi dei media ufficiali e di larga diffusione, ed invertirne il senso. Cioè, se stampa e televisione parlano bene di qualcuno, lodandone i pregi umanitari ed esaltandone i meriti democratici, possiamo essere sicuri che abbiamo a che fare come minimo con un furfante, da cui ci si deve aspettare le peggiori cose, ed ipotizzare l’esistenza dei più squallidi retroscena. Mentre, invece, dietro ogni demonizzazione e attacco inopinato contro qualcuno, bisognerà andare a cercare, automaticamente, cosa c’è di buono e di apprezzabile nel calunniato. Magari non lo troveremo subito, ma qualcosa sicuramente c’è. A simili conclusioni ci ha condotto l’incredibile livello raggiunto dallo squallido servilismo e dall’occhiuta vigilanza democratica dei maggiordomi della stampa, impegnati anima e corpo a difendere e diffondere la vulgata del politicamente corretto. Dagli zapping radiofonici agli infedeli televisivi, gli esempi sono talmente tanti che non vale nemmeno la pena di mettersi ad elencarli. Questi secondini del pensiero mostrano di maneggiare con estrema disinvoltura quella doppia morale per cui ai loro padroni ed amichetti tutto è permesso, mentre a quelli che cantano fuori dal coro, nulla è perdonato. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
|
|
|
|
Pagina 1 di 16 |