Sul numero 24 della vecchia serie di Heliodromos, uscito nel dicembre del 1985, pubblicavamo una lettera, con relativa nostra risposta, firmata da Fabio Granata e da un suo sodale, in cui ci si attaccava per una “riflessione” (Sbirri e figli di sbirri) apparsa sul precedente numero 23 della rivista, dedicata all’uccisione dell’autonomo padovano Pietro Greco da parte dei carabinieri. Vogliamo riproporla, a distanza di 25 anni, per fornire utili elementi di riflessione ai lettori del nostro sito, per meglio inquadrare la figura di quello che nel frattempo è diventato l’onorevole Fabio Granata, e della sua “coerenza” lungo il corso degli anni. Oltre a voler evidenziare – consentitecelo, con una punta di orgoglio! – le nostre capacità “profetiche” di allora sulla futura evoluzione umana e ideologica del nostro. * * * Preg. amici di “HELIODROMOS”; ci troviamo costretti, e non senza rimpianti, a non usare il “camerati” di… rito, ma nell’ultimo numero del vostro bollettino siamo stati diffidati dal farlo, pena l’espulsione a vita (anche se non si è capito bene se ciò è già avvenuto o meno) da un certo “ambiente” che pare allargarsi o restringersi come l’universo di Einstein. Ciò che maggiormente ci ha colpito nel vostro ultimo numero è stato un articolo della rubrica RIFLESSIONI, dal gustoso titolo: “Sbirri e figli di sbirri”, un grazioso eufemismo per indicare i componenti del Fronte della Gioventù e per permettere all’autore (ma ce ne sarà uno? L’articolo è privo sia di senso che di firma) alcune violente tirate contro il MSI ed il FDG in particolare. |
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La morte di Silvano Panunzio |
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 Il 10 giugno, nelle prime ore del mattino, si è spento alla venerabile età di 92 anni, nel silenzio della sua cella-studio di antico sapore monastico e nella profonda quiete della sua anima, Silvano Panunzio. Orientalista cristiano, filosofo anticonformista, italianista, letterato finissimo, saggista, poeta, autorevole conoscitore di dottrine esoteriche, era nato a Ferrara il 16 maggio 1918. Fu docente di Filosofia, di Diritto, di Storia, di Scienze Politiche e Sociali. Uomo di grande cultura ma di niuna accademia, esordì giovanissimo come orientalista e romanista, medievalista e germanista. Negli anni quaranta si appassionò fortemente all'opera di René Guénon, che lesse integralmente e in profondità, padroneggiandone come pochi il pensiero. Negli stessi anni si dedicò agli Studi Tradizionali, alla Metafisica, alla Cosmologia e al Simbolismo. Tra i suoi interessi primari vi fu anche l'astrologia di cui divenne versatissimo cultore e studioso. In seguito vi avrebbe affiancato gli studi di Astrologia mondiale. |
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