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Cavalcare la Tigre Questa vecchia recensione di Titus Burckhardt dell’allora (1961) appena uscito libro di Evola, tocca alcuni punti essenziali e contiene delle considerazioni attualissime per gli Occidentali del Terzo Millennio che intendono mantenersi fedeli alla Tradizione – faro indispensabile per illuminare il cammino e degna meta verso cui indirizzare la propria esistenza –, alle prese con l’apparente crollo di ogni certezza e con l’assenza del pur minimo spiraglio di luce, nel tempo delle incombenti tenebre. Gli appunti mossi da Burckhardt alle disperanti conclusioni evoliane, che tanti danni hanno provocato presso numerosi elementi che hanno fatto una lettura “distruttiva e dissolutrice” del Cavalcare la Tigre, hanno il pregio di ricondurre nell’alveo dottrinario tradizionale le critiche evoliane al mondo dove Dio è morto e dove il nichilismo ha rotto gli argini e devastato le coscienze; indicando una possibile via d’uscita a quanti non sono disposti a farsi risucchiare nel vortice dissolutivo. |
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TELEMATICA E MONDO MODERNO IX |
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 Dossier elettronici e Tecnoribelli - 1
Dopo aver accennato nell’introduzione all’atteggiamento esistenziale di fondo che ha favorito questo sviluppo ipertecnologico, e aver individuato il tipo umano che emerge dall’interazione virtuale del pc, abbiamo descritto gli scenari possibili che avrebbero potuto limitare la libertà individuale. Oggi l’intrusione dell’informatica nella nostra vita non è più una possibilità, ma un dato di fatto, provato da alcuni casi sfuggiti alle maglie della censura globale e portati sotto i riflettori dell’opinione pubblica. In alcuni di questi eventi clamorosi, gruppi di individui più critici e non ancora intossicati dall’edonismo elettronico, sono insorti contro la prospettiva di un orwelliano Grande Fratello in grado di compiere incursioni negli aspetti più intimi della gente, e hanno preso le distanze dall’homus informaticus, che crede ciecamente nel progresso, tanto impregnato di tecnologia, quanto labile nella psiche. |
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Il vecchiotto cerca moglie Nella sua già altre volte qui ricordata invettiva Contro l’usura, Ezra Pound ha in pochi versi essenziali tracciato il profilo perverso del mondo in balia del denaro, in cui lo spirito sembra ritirarsi sempre più, fino a sparire del tutto, se solo questo fosse possibile. L’assenza dello spirito comporta, fra le conseguenze più immediate e inevitabili, la riduzione del singolo essere umano alla sua dimensione pesante e oscura, non confortata dalla luce dell’intelletto e privata dell’agilità mentale che consente, tra l’altro, di conservare il senso del ridicolo. Nei suoi versi infatti Pound a un certo punto recita: «usura soffoca il figlio nel ventre/arresta il giovane amante/cede il letto a vecchi decrepiti,/si frappone tra giovani sposi», evidenziando una delle più appariscenti manifestazioni del rincoglionimento umano: il “fidanzamento” di vecchi decrepiti con giovani fanciulle nel fiore degli anni. |
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 Lotta armata per il… consumismo! Sottoponiamo all’attenzione di quanti ci seguono e di tutti coloro che riescono ancora a leggere e percepire fra le pieghe del mondo moderno i segni sinistri della contraffazione antiumana, questo interessante articolo, ripreso dal sito Dagospia, dove traspare chiaramente l’autentico ruolo svolto dalla pubblicità, e le potenti forze che ne manovrano le fila, quale strumento di diffusione del credo consumistico: ultima religione lasciata a una umanità irrimediabilmente privata di qualsiasi superiore legame. I modi d’essere, gli stili di vita, i modelli e gli esempi da emulare e a cui ispirarsi, gli obiettivi da raggiungere e gli scopi a cui dedicare la propria esistenza da parte del suo popolo sono i parametri utili a misurare il grado e il livello di una civiltà. Il moderno Occidente, al di là di inutili paginate sociologiche, lo si può immediatamente e semplicemente fotografare andandosi a vedere una sola puntata dell’appena rinato Carosello! |
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